Una dop, cinque gusti per cinque sensi. L’olivo: coltura di avanguardia?

Degustazione Olio Officina 2016

Una degustazione guidata fuori dagli schemi, a opera di Angela Canale, a OlioOfficina Festival 2016: “Una dop, cinque gusti per cinque sensi”. Ovvero, vista, gusto, olfatto, udito e tatto, cinque sensi che idealmente sorvoleranno sugli olivi dell’Umbria, mescolando opportunamente i linguaggi. Rigorosamente fuori dal bicchiere, l’olio Dop Umbria verrà versato su cinque pani, anch’essi umbri, offrendo i suoi profumi a chi riuscirà a viaggiare con la mente dove gli olivi vivono la loro storia. Fragranze di erbe, foglie, frutti e ortaggi, racchiuse in poche gocce di olio, verranno raccontate attraverso le parole, musiche e immagini. Se le architetture dell’olio si proiettano verso il futuro, può oggi ritenersi ancora l’olivo una coltura d’avanguardia? Questi gli interrogativi posti al centro del dibattito.

Uao! e non wow!, tanto per intenderci. Uao è l’acronimo di Umbria Architettura Olio. E la parola architettura non è collocata al caso. C’è tutta una progettualità dietro. C’è la volontà di andare oltre il consueto, di ripensare il mondo dell’olio e riformularlo con un nuovo stile. L’olivicoltura, con la sua costante espressione di coltura tradizionale, ha segnato le diverse epoche storiche, stimolando sempre nuove avanguardie, le quali nel tempo hanno messo in discussione valori e concetti già definiti per ridefinirli ex novo.
Ecco allora l’Umbria, con la sua tradizione ben radicata, con una grande storia alle spalle, che non si ferma al già noto e al consueto e vuole presentarsi al mondo con una nuova immagine, comunicativa e produttiva, che ne evidenzi la propria identità sempre al passo con i tempi.
L’Umbria ha un carattere solido, forte della sua secolare storia legata a santi, frati francescani e monaci benedettini. Per guardare al futuro senza restare immobili, sono necessari nuovi approcci. Anche agronomici. Anche architettonici. E’ fondamentale nello stesso tempo concepire un nuovo modo di progettare quello che possiamo definire qualcosa di già acquisito e sperimentato da tante generazioni: il genius loci, nel caso specifico il genius loci dell’olivo e dell’olio.
Per capire dove vuole puntare l’Umbria, attraverso l’impegno del suo Consorzio di tutela con cui valorizza e promuove il proprio olio extra vergine di oliva, il primo appuntamento è fissato per venerdi pomeriggio, in sala Leonardo.
Luigi Caricato, l’oleologo patron e ideatore di Olio Officina Festival, alle 15 coordinerà gli interventi di Leonardo Laureti, presidente Consorzio di tutela olio Dop Umbria, che interverrà sul tema “Architetture dell’olio: un viaggio nel territorio del futuro”; per poi passare a Paolo Belardi, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia, con un intervento sul tema “Monk: il carattere dell’Umbria del terzo millennio”; e, a seguire, Pietro Carlo Pellegrini, docente di Restauro architettonico presso l’Università di Perugia, con il tema “Umbria 2020: dalla cantine d’autore ai frantoi d’autore”; per concludere con l’agronomo Angela Canale, capo panel e tecnico in olivicoltura, che si pone un interrogativo cui in molti sono chiamati a rispondere: “L’olivo: coltura di avanguardia?”
Non c’è solo il progetto Uao! A Olio Officina Festival, ci saranno due momenti dedicati a una degustazione guidata fuori dagli schemi, a opera di Angela Canale: “Una dop, cinque gusti per cinque sensi”. Ovvero, vista, gusto, olfatto, udito e tatto, cinque sensi che idealmente sorvoleranno sugli olivi dell’Umbria, mescolando i opportunamente linguaggi. Da una parte ascoltando musica, dall’altra gustando e annusando olio, il quale, materia viva vegetale, corpo liquido profumato, scivolerà tra le dita delle mani.
La degustazione sarà effettuata rigorosamente fuori dal bicchiere. L’olio Dop Umbria sarà versato su cinque differenti pani, anch’essi umbri, offrendo così i suoi profumi a beneficio di chi riuscirà a viaggiare con la mente là dove gli olivi vivono la propria storia. E allora ecco le fragranze di erbe, foglie, frutti e ortaggi, racchiuse in poche gocce di olio, che verranno raccontate attraverso le parole esperte di chi saggiamente guiderà gli ospiti, tra il pubblico presente, in un breve viaggio multisensoriale.
Protagonista la Dop Umbria, con le sue cinque sottozone: i Colli Assisi Spoleto, i Colli Martani, i Colli Orvietani, i Colli del Trasimeno e i Colli Amerini. La degustazione è una proposta del Consorzio di Tutela olio Dop Umbria, e sarà curata da Angela Canale, agronomo e capo panel, nonché dal presidente del Consorzio Leonardo Laureti, anch’egli agronomo.
Si tratta di immergersi in un’esperienza unica nel suo genere. Non si tratta di effettuare un assagio come tanti altrio se ne fanno nella maniera consueta, l’olio da degustare in purezza. Qui c’è tutto un incrocio di sensazioni, percezioni, emozioni. C’è l’approccio sensoriale a tutto tondo, con i cinque oli delle cinque sottozone della Dop Umbria che mentre si degusteranno ci faranno nel contempo immaginare, dopo l’incontro sulle archietteture dell’olio, come la materia prima olio è la medesima di sempre, seppure con una personalità diversa, ma l’approccio non è mai il medesimo, tutto cambia, anche gli oli da olive hanno qualcosa di nuovo da raccontare.
Alle degustazioni sarà possibile partecipare sia nel tardo pomeriggio di venerdi 22 gennaio, sia il sabato 23 gennaio, in sala Chagall. Non resta altro che attendere il grande momento. L’Umbria sbarca a Milano con i suoi diamanti vegetali liquidi, puro succo di oliva. Per i più curiosi, sarà possibile assistere anche alla proiezione di un videoclip realizzato sul finire del 2015, in novembre, a olivagione in corso: sarà un gran spettacolo, tra parole, suoni, immagini, profumi, gusti, e meditazioni.
 

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