Estate bollente: che effetto avranno le alte temperature sulla mosca delle olive?

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Ecco perché il gran caldo è il fattore ambientale chiave per lo sviluppo dell’insetto che lo scorso anno ha messo in ginocchio i produttori di olio d’oliva.
Da mesi tutti in allerta, esche preparate, prodotti acquistati, trappole posizionate e se dovesse

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Dr.ssa Angela Canale

arrivare tutti pronti a sparare…ops irrorare. Dopo gli innumerevoli incontri sul territorio fatti da esperti e non, pochi non sanno riconoscerla attraverso quel puntino nero in fondo alle ali. Non aspettatevi la grandezza di un drone, è piccolissima, poco più di un moscerino. Stiamo parlando proprio di lei, la Bactrocera oleae, la mosca delle olive.
E’ un piccolo insetto che vive nel Mediterraneo, per fortuna non solo in Italia, e fa parte di quella catena alimentare che tutti chiamiamo “equilibrio naturale degli esseri viventi” e che, a seconda delle condizioni climatiche, fa sentire la sua presenza in modo più o meno invadente. Gli inverni freddi ne limitano la popolazione e le estati miti e umide la incoraggiano rendendola affamata di polpa di olive. È proprio di questa che ha bisogno la Bactrocera per superare nuovamente il freddo di un altro inverno sotto forma di “pupa” e mantenere così viva la specie. Non cadete in inganno, la pupa è una stato protetto che la mosca assume quando va in letargo. Qualcuno di voi potrebbe pensare che potremmo tranquillamente farne a meno, ma un altro essere sarebbe pronto a prenderne il posto e magari anche più vorace. Un po’ come accade anche nel mondo degli umani.

Se la scorsa estate la ricordiamo per essere stata fresca e gradevole, questa sarà ricordata come un’estate caldissima così come lo sono state le annate 2003, 2009, 2012. La temperatura rappresenta il fattore ambientale chiave per lo sviluppo delle popolazioni di mosca dell’olivo, infatti le alte temperature estive sopra i 39-40 gradi compromettono la sopravvivenza degli adulti e le soglie termiche per le larve sono comprese tra 9 (valore minimo) e 33-35 gradi (valore massimo). L’attività riproduttiva e le ovodeposizioni avvengono con temperature comprese tra 20-27 °C con una UR (umidità relativa) dell’80-90%. In presenza di temperature superiori a 30 °C si ha il riassorbimento dei follicoli ovarici, con conseguente diminuzione della feconditàdelle femmine.

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Dr.ssa Claudia Santinelli

Temperature persistenti sopra i 32 °C per diverse ore al giorno provocano alte percentuali di mortalità delle uova e delle larve di prima età. Ad oggi ci troviamo nella fase fenologica, in funzione delle diverse varietà, tra l’ingrossamento del frutto (BBCH:1) e il nocciolo non ancora indurito (BBCH:75) con dimensioni dei frutticini intorno al centimetro. Se da un lato il caldo rallenta e contiene le popolazioni della mosca, dall’altro rallenta anche l’evoluzione delle fasi fenologiche della pianta.

Quest’anno quasi tutte le varietà presentano una discreta carica di olive, le piante non sono arrivate stressate e defogliate al tempo della fioritura e le alte temperature estive sembrano contrastare la popolazione di mosca, che in primavera si ipotizzava sarebbe stata numerosa per l’inverno trascorso non troppo rigido.

La fase vera di recettività delle drupe è legata dalla presenza di sostanze chimiche attrattive come l’oleuropeina (da fine ingrossamento drupa ed inizio indurimento nocciolo). E’ questo il momento in cui si dà il via all’inizio dei campionamenti sulle drupe per verificare il superamento o meno della soglia di intervento, che è 10-15 % per le olive da olio in relazione alla carica di olive e del 4-5 % per le olive da mensa. Questo se si attua una difesa larvicida con i principi attivi autorizzati e nel rispetto dei tempi di carenza dei diversi formulati commerciali e dei limiti dei trattamenti previsti, sia da etichetta che da disciplinare.

Gli agro farmaci autorizzati per tale difesa sono i seguenti e così regolamentati daldisciplinare della Regione Umbria:

Dimetoato, massimo 2 trattamenti indipendentemente dall’avversità (cioè mosca o tignola); Imidacloprid, massimo 1 trattamento e Fosmet max 1 trattamenti indipendentemente dall’avversità. Comunque, al massimo 2 interventi all’anno totali per i tre p.a. sopra menzionati indipendentemente dall’avversità.

Il p.a. azadiractina è autorizzato su tignola olivo e tripidi olivo, ma non su mosca. Ladifesa adulticida si può realizzare ricorrendo al metodo Attract & Kill ( Eco-Trap che contiene deltametrina e Magnet Oli con lambda cialotrina ) o alle esche proteicheavvelenate (Spintor fly) o alla cattura massale di adulti anche con trappole artigianali, per piccole superfici attivate con proteine idrolizzate.

Il caolino ha un effetto repellente perché disorienta le femmine che non riconoscono la pianta come ospite, in quanto di colore bianco anziché verde; la presenza di caolino sulle drupe in prossimità della raccolta può creare difficoltà in fase di lavorazione e molitura delle drupe, per cui si consiglia di lavare bene le olive o di evitare l’uso del caolino sostituendolo ad esempio con Beaveria bassiana (Naturalis) che non ha tale effetto e ha tempi di carenza di 0 giorni. Questo prodotto ha un azione preventiva, cioè impedisce le ovideposizioni, per cui deve trovarsi sulla drupa prima che la femmina deponga le uova .

Tra gli insetticidi autorizzati in bio troviamo solo le piretrine pure naturali, che possono essere miscelate con adesivanti-bagnanti per aumentarne leggermente la persistenza, essendo per loro natura foto e termo labili per cui si consiglia di effettuare il trattamento la sera.

Rame e propoli con azione antibatterica hanno un effetto secondario di contenimento degli adulti di B. oleae e sulle ovideposizioni, in quanto agiscono sui batteri simbionti della mosca. In alcune regioni si sta sperimentando l’introduzione nell’oliveto di Opius concolor, endoparassita su B. oleae, sfruttando l’attività parassitaria dell’imenottero, che è allevabile su C. capitata .

Nonostante le alte temperature, quindi, non bisogna abbassare la guardia nei confronti della mosca ma continuare a monitorare settimanalmente le trappole e a fine luglio-inizio agosto, in funzione del procedere delle fasi fenologiche, cominciare i campionamenti delle drupe. Quest’anno, se pioggia non arriva, il problema potrebbe essere lo stress idrico a causare la perdita dei frutticini attraverso la cascola. Meccanismo messo in atto dalla pianta per autodifendersi.

Sperando di aver apportato ulteriori chiarimenti a quanto già sapevate, a tutti in bocca alla mosca e speriamo che crepi! E visto il clima, sembra che l’augurio porti bene.

pubblicato su: saperefood.it

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